Il dott. Gabriele Manetti alla console robotica durante un intervento mininvasivo
Laparoscopia e robotica

Chirurgia mininvasiva: laparoscopia e robotica

Chirurgia laparoscopica e robotica per il trattamento mininvasivo delle patologie della parete addominale con tecniche personalizzate in base al tipo di difetto e alla complessità del caso.

La chirurgia mininvasiva consente di eseguire numerosi interventi attraverso piccoli accessi chirurgici, utilizzando una telecamera ad alta definizione e strumenti dedicati.

L'obiettivo non è semplicemente ridurre le dimensioni delle incisioni, ma eseguire l'intervento necessario limitando il trauma della parete addominale e il rischio infettivo.

La tecnica viene scelta in base alla patologia e al paziente.

Chirurgia mininvasiva non significa utilizzare sempre la stessa procedura: accesso, piano chirurgico e tecnica ricostruttiva devono essere adattati al singolo caso.

Perché la chirurgia mininvasiva è importante

Rispetto ad ampie incisioni chirurgiche, gli approcci mininvasivi permettono di ridurre il trauma della parete e della ferita chirurgica.

Tra i principali vantaggi possono esserci:

incisioni più piccole
minore traumatismo dei tessuti superficiali
migliore visualizzazione dei piani anatomici profondi
riduzione delle complicanze della ferita
riduzione del rischio di infezione del sito chirurgico
recupero postoperatorio generalmente più rapido
migliore risultato estetico delle cicatrici

Il vantaggio relativo alle complicanze di ferita è particolarmente importante nella chirurgia delle ernie ventrali e dei laparoceli per il minor tasso di infezione delle ferite e delle reti.

Chirurgia laparoscopica

La laparoscopia utilizza una telecamera e strumenti chirurgici introdotti attraverso piccoli accessi. Tutti i chirurghi sono al tavolo operatorio e operano osservando il campo chirurgico su un monitor ad alta definizione e lavorano all'interno dell'addome mediante cannule che danno passaggio a strumenti lunghi.

Vantaggi principali

  • accessi chirurgici ridotti;
  • ampia visione anatomica;
  • minore traumatismo della ferita;
  • riduzione delle complicanze infettive della ferita in procedure selezionate;
  • possibilità di esplorare più regioni attraverso gli stessi accessi.
Il dott. Gabriele Manetti durante un intervento laparoscopico
Intervento laparoscopico: il team opera osservando il campo chirurgico su monitor ad alta definizione.

Chirurgia robotica

La chirurgia robotica utilizza anch'essa piccoli accessi ma aggiunge visione tridimensionale ad alta definizione e strumenti articolati controllati dal chirurgo attraverso una console. Un chirurgo sta alla console a guidare il robot e gli altri sono al tavolo operatorio vicino ai bracci robotici.

Il robot permette:

visione 3D
movimenti più precisi e accurati
possibilità di articolare gli strumenti a 360°
maggiore ergonomia per il chirurgo

Tutti gli interventi laparoscopici e molti interventi complessi open possono essere eseguiti con la piattaforma robotica.

Il dott. Manetti alla console robotica da Vinci
Il chirurgo alla console guida gli strumenti robotici in tempo reale.
Preparazione dei bracci robotici al tavolo operatorio
Al tavolo operatorio l'équipe assiste il chirurgo vicino ai bracci robotici.

Interventi mininvasivi della parete addominale

La chirurgia della parete addominale è uno degli ambiti in cui l'evoluzione delle tecniche mininvasive ha modificato maggiormente il trattamento chirurgico.

Vantaggi

vedere dall'interno la cavità addominale → identificare tutti i difetti;

limitare l'estensione delle incisioni necessarie per raggiungere il difetto;

minor traumatismo dei tessuti → recupero più rapido e minor dolore post operatorio;

rischio infettivo ridotto per le ferite e la protesi.

Non esiste comunque una tecnica mininvasiva adatta a tutti, la scelta dipende da:

dimensioni del difettosede del difettoprecedenti interventicaratteristiche del pazientepresenza di difetti associatinecessità e aspettative del paziente
Tecnica

TAPP e r-TAPP

La TAPP — TransAbdominal PrePeritoneal repair è una delle principali tecniche mininvasive per il trattamento di:

  • ernie inguinali
  • crurali.
  1. 1
    Primo passaggio
    Si entra nella cavità peritoneale e si ispeziona la regione inguinale; questo ci permette di identificare:
    • ernie bilaterali
    • ernie crurali associate
    Veduta laparoscopica di ernia inguinale durante TAPP
    Veduta laparoscopica di ernie inguinali bilaterali
    Veduta laparoscopica della regione inguinale con repere anatomici
  2. 2
    Secondo passaggio
    Dopo aver riportato il sacco e il contenuto erniario in addome, si posiziona una ampia rete che copre tutti gli orifizi inguinali (prevenendo comparsa di ernie anche in altri punti)
    Protesi posizionata in ernia inguinale per via laparoscopica
    Ampia rete che copre tutti gli orifizi inguinali.
  3. 3
    Terzo passaggio
    Si ricopre la protesi con il peritoneo, così che non venga a contatto con l'intestino
Video intervento
Video: intervento con tecnica TAPP.
3 piccole incisioni cutanee
Durata 1h30 circa
Degenza DH o 1 notte

La stessa procedura può essere eseguita in:

  • Laparoscopia: TAPP
  • Robotica: r-TAPP
Tecnica

TEP e r-TEP

La TEP — Totally Extraperitoneal repair permette di trattare l'ernia inguinale lavorando direttamente nello spazio preperitoneale, senza entrare nella cavità peritoneale. Indicata per:

  • Ernie inguinale
  • Ernie crurali

Ha gli stessi vantaggi della TAPP e condivide gli stessi passaggi tecnici, eccetto per l'ultimo punto dal momento che non si apre mai il peritoneo.

Veduta laparoscopica durante intervento con tecnica TEP
Dissezione dello spazio preperitoneale nella tecnica TEP.
3 piccole incisioni cutanee
Durata 1h30 circa
Degenza DH o 1 notte

La stessa procedura può essere eseguita in:

  • Laparoscopia: TEP
  • Robotica: r-TEP
Tecnica

eTEP e r-eTEP

La eTEP — Enhanced-view Totally Extraperitoneal repair estende il principio dell'approccio extraperitoneale alla chirurgia delle ernie ventrali e dei laparoceli.

Può essere indicata per:

Consente di:

  1. 1
    Primo passaggio
    lavorare nello spazio retromuscolare della parete addominale attraverso 3 piccole incisioni cutanee
    Creazione della tasca retromuscolare nella tecnica eTEP
    Creazione della tasca retromuscolare.
  2. 2
    Secondo passaggio
    ricostruire la linea mediana
    Sutura della linea mediana durante tecnica eTEP robotica
    Ricostruzione della linea mediana mediante sutura.
  3. 3
    Terzo passaggio
    posizionare la protesi in sede retromuscolare, separata dalla cavità peritoneale e dall'intestino.
    Posizionamento della rete nella tecnica eTEP
    Posizionamento della rete.
    Schema del posizionamento retromuscolare della rete nella parete addominale
    Piano retromuscolare della protesi.
3 piccoli accessi laterali o sotto la linea dello slip
Durata 2h circa
Degenza 1 notte
Possibile associazione con interventi di chirurgia plastica

La stessa procedura può essere eseguita in:

  • Laparoscopia: eTEP
  • Robotica: r-eTEP
Tecnica

peTEP e r-peTEP

La peTEP è una tecnica endoscopica pre-aponeurotica che permette di correggere alcuni difetti della linea mediana attraverso piccoli accessi.

Può essere utilizzata in pazienti selezionati con:

Attraverso 3 piccole incisioni cutanee si:

Schema del piano preperitoneale
Preparazione dello spazio preperitoneale.
  1. 1
    Primo passaggio
    prepara lo spazio preperitoneale
  2. 2
    Secondo passaggio
    ricostruisce la linea mediana mediante sutura
    Sutura robotica della linea mediana durante intervento peTEP
    Ricostruzione della linea mediana mediante sutura.
  3. 3
    Terzo passaggio
    posiziona la protesi in posizione preperitoneale
    Rete posizionata con tecnica peTEP robotica
    peTEP robotica: posizionamento della rete preperitoneale.
Video intervento
Video: intervento con tecnica peTEP.
3 piccole incisioni sotto la linea dello slip
Durata 2h circa
1 notte di ricovero
Possibile associazione con interventi di chirurgia plastica

Può essere eseguita in:

  • laparoscopia: peTEP
  • chirurgia robotica: r-peTEP
Tecnica

miSAR® e p-miSAR®

La miSAR® — Minimally Invasive Stapled Abdominal Wall Repair è una tecnica mininvasiva sviluppata per la ricostruzione della linea mediana.

Illustrazione della tecnica miSAR per la ricostruzione della linea mediana
La tecnica miSAR® per la ricostruzione meccanica della linea mediana.

Indicata per:

La procedura permette:

  1. 1
    Primo passaggio
    una ricostruzione meccanica della parete
  2. 2
    Secondo passaggio
    posizionamento della protesi in sede retromuscolare attraverso piccoli accessi chirurgici che rimangono al di sotto della linea dello slip
Schema del piano retromuscolare utilizzato nella tecnica miSAR
Protesi in sede retromuscolare nella tecnica miSAR®.
3 piccole incisioni sotto la linea dello slip
Durata circa 2h
1 notte di ricovero
Possibile associazione con interventi di chirurgia plastica

La variante p-miSAR® utilizza la stessa procedura ma mantenendosi sempre nel piano preperitoneale.

Tecnica

TAR e r-TAR

La TAR — Transversus Abdominis Release è una tecnica di ricostruzione avanzata utilizzata soprattutto nei grossi difetti della parete addominale e nei laparoceli complessi.

Questa tecnica sfrutta la liberazione del muscolo trasverso dell'addome per aumentare la mobilità dei compartimenti della parete, facilitare la chiusura del difetto e creare un ampio spazio retromuscolare per il posizionamento della protesi.

Schema dello spazio retromuscolare creato con tecnica TAR
Ampio spazio retromuscolare per il posizionamento della protesi.
Veduta intraoperatoria dei piani della parete addominale durante TAR roboticaSutura durante intervento di TAR robotica
Da 4 a 6 piccole incisioni cutanee
Durata 4h circa
2-3 notti di ricovero
Possibile associazione con interventi di chirurgia plastica

Nelle ricostruzioni mininvasive complesse la piattaforma robotica può essere particolarmente utile per dissezione e sutura nei piani profondi (r-TAR).

Tecnica

IPOM e r-IPOM

Questa procedura prevede il posizionamento di una rete intraperitoneale per chiudere il difetto a ponte (IPOM) o in seguito alla sutura del difetto(IPOM-plus). È una tecnica semplice, veloce, ma che prevede il posizionamento di un corpo estraneo nella cavità peritoneale.

Indicazioni (sempre più ristrette)

  • Interventi d'urgenza in pazienti obesi
Misurazione laparoscopica del difetto erniarioRete intraperitoneale posizionata in laparoscopiaSchema del posizionamento intraperitoneale della rete (IPOM)

Chirurgia addominale mininvasiva

La chirurgia mininvasiva non riguarda soltanto la parete addominale. Laparoscopia e robotica vengono utilizzate in numerosi settori della chirurgia generale, sia negli interventi programmati sia, quando le condizioni cliniche lo permettono, in chirurgia d'urgenza.

Chirurgia mininvasiva del pavimento pelvico

I prolassi del pavimento pelvico possono coinvolgere contemporaneamente retto, vagina, utero e vescica.

Nei casi indicati, l'approccio laparoscopico o robotico consente di lavorare in profondità nella pelvi attraverso piccoli accessi e può essere utilizzato per procedure ricostruttive e di sospensione degli organi pelvici.

Interventi:

DubuissonPOPsRettopessi ventraleColposacropessi

È importante valutare il pavimento pelvico insieme alla parete addominale perché i due sistemi partecipano allo stesso equilibrio pressorio e funzionale.

Chirurgia della colecisti

La colecistectomia laparoscopica rappresenta uno degli interventi mininvasivi più consolidati della chirurgia generale.

È utilizzata principalmente nel trattamento della calcolosi sintomatica e delle complicanze della colecisti, comprese molte forme di colecistite.

Consiste nella asportazione della colecisti mediante 3 o 4 piccole cicatrici cutanee.

Schema degli accessi laparoscopici sull'addome per la colecistectomia
Accessi laparoscopici sull'addome.
Anatomia durante la colecistectomia laparoscopica
Fase intraoperatoria: anatomia del triangolo biliare.
Anatomia post-operatoria dopo colecistectomia laparoscopica
Anatomia post-operatoria.
3 o 4 piccole cicatrici
Durata 1h circa
1 notte di ricovero

In casi selezionati può essere eseguita anche con piattaforma robotica.

Chirurgia mininvasiva del colon

La chirurgia laparoscopica e robotica può essere utilizzata nel trattamento di numerose patologie del colon, sia benigne sia oncologiche.

Tra le indicazioni possono rientrare:

  • diverticolite complicata o recidivante;
  • stenosi;
  • polipi non trattabili endoscopicamente;
  • tumori del colon e del retto;
  • alcune complicanze intestinali.

L'approccio mininvasivo permette di eseguire resezioni intestinali e ricostruzioni mantenendo incisioni addominali più contenute rispetto alla chirurgia tradizionale.

Urgenza

Chirurgia mininvasiva d'urgenza

La chirurgia mininvasiva non è riservata solo agli interventi programmati. In molti pazienti può essere utilizzata anche in urgenza, quando è necessario diagnosticare rapidamente la causa del problema e contemporaneamente trattarla.

L'approccio laparoscopico permette di
  • esplorare direttamente l'intera cavità addominale attraverso piccoli accessi,
  • identificare la sede della patologia
  • completare il trattamento senza dover ricorrere a una grande laparotomia.

Interventi più frequenti

01

appendicite acuta e appendicectomia;

02

occlusione intestinale;

03

aderenze postoperatorie;

04

ernie incarcerate o strozzate;

05

perforazioni gastrointestinali selezionate;

06

colecistite acuta;

07

alcune complicanze postoperatorie;

08

esplorazione dell'addome acuto quando la diagnosi non è completamente definita.

Ernie strozzate

Particolarmente nelle ernie strozzate, l'accesso mininvasivo può permettere non soltanto di riparare il difetto erniario, ma anche di valutare direttamente la vitalità dell'intestino coinvolto.

Se il segmento intestinale non è vitale, può essere necessaria una resezione.

Illustrazione di ernia strozzata con sofferenza dell'ansa intestinale

In mani esperte, la chirurgia mininvasiva in urgenza consente di risolvere il problema con minor traumatismo e minor rischio infettivo:

recupero più rapido
dimissione precoce
risoluzione del problema con piccole cicatrici
prevenzione dello sviluppo di laparoceli su grandi cicatrici chirurgiche

Chirurgia mininvasiva non significa intervento "piccolo"

Un intervento eseguito attraverso piccole incisioni può comprendere internamente una ricostruzione molto complessa.

Nella chirurgia della parete possono essere necessari:

dissezione di ampi piani anatomici;
sutura del difetto;
ricostruzione della linea mediana;
separazione dei componenti;
posizionamento di protesi di grandi dimensioni.

La dimensione delle cicatrici non rappresenta la complessità dell'intervento.

Il vantaggio della chirurgia mininvasiva è poter realizzare, quando indicato, una ricostruzione importante limitando il trauma necessario per raggiungere il campo chirurgico.

Quale tecnica scegliere?

Non esiste una tecnica migliore in assoluto.

La scelta tra chirurgia open, laparoscopica o robotica e tra TAPP, TEP, eTEP, peTEP, miSAR®, TAR o altre procedure dipende da:

patologiasede e dimensioni del difettopresenza di più erniediastasi associatainterventi precedenticaratteristiche del pazienteBMIcondizioni generaliesigenze funzionalieventuale situazione d'urgenza

L'obiettivo è scegliere la tecnica meno invasiva compatibile con una riparazione completa e corretta della patologia.

Chirurgia su misura: metro, ago e tessera di puzzle come simbolo della scelta della tecnica

Quando richiedere una valutazione per chirurgia mininvasiva

Se è stata diagnosticata un'ernia, un laparocele, una diastasi o un'altra patologia addominale, la visita chirurgica serve a capire se il trattamento è realmente indicato e quale accesso sia più appropriato.

Non tutti gli interventi devono essere eseguiti in laparoscopia o robotica: la scelta dipende dalla patologia, dagli interventi precedenti, dall'anatomia del paziente e dalla complessità della procedura.

Domande frequenti sulla chirurgia mininvasiva

Qual è la differenza tra chirurgia laparoscopica e robotica?

+

Entrambe utilizzano piccoli accessi chirurgici e una telecamera. Nella laparoscopia il chirurgo manovra direttamente strumenti rigidi, mentre nella chirurgia robotica utilizza una console che controlla strumenti articolati e una visione tridimensionale. La scelta dipende dal tipo e dalla complessità dell'intervento.

La chirurgia mininvasiva riduce il rischio di infezione?

+

In numerose procedure, soprattutto nella chirurgia della parete addominale, incisioni più piccole e una minore dissezione dei tessuti superficiali possono ridurre le complicanze della ferita e il rischio di infezione del sito chirurgico rispetto ad ampi accessi open.

Le ernie possono essere operate in laparoscopia o robotica?

+

Sì. Molte ernie inguinali, crurali, ombelicali ed epigastriche, così come diversi laparoceli e difetti associati a diastasi, possono essere trattati con approcci mininvasivi. La tecnica viene scelta in base a sede, dimensioni, precedenti interventi e caratteristiche della parete.

Quali tecniche mininvasive vengono utilizzate nella chirurgia delle ernie?

+

Tra le principali tecniche rientrano TAPP, TEP, eTEP, peTEP, miSAR®/p-miSAR® e TAR/r-TAR. Non sono procedure intercambiabili: ciascuna utilizza piani anatomici e principi ricostruttivi differenti e deve essere indicata in base al singolo difetto.

La chirurgia robotica significa che è il robot a operare?

+

No. Il robot non esegue autonomamente l'intervento. Tutti i movimenti degli strumenti sono controllati in tempo reale dal chirurgo attraverso la console.

La chirurgia mininvasiva può essere utilizzata anche in urgenza?

+

Sì. La laparoscopia può essere utilizzata, per esempio, in appendicite, colecistite, alcune occlusioni intestinali, ernie incarcerate o strozzate e alcune perforazioni intestinali. La possibilità di utilizzare un approccio mininvasivo dipende però dalle condizioni cliniche e dalla gravità del quadro.

Valutazione specialistica

Devi sottoporti a un intervento chirurgico e vuoi sapere se può essere eseguito con tecnica mininvasiva?

Durante la visita il dott. Manetti valuta la patologia, gli esami disponibili e le caratteristiche del singolo caso per stabilire se sia preferibile un approccio laparoscopico, robotico o open e quale tecnica permetta una riparazione completa con il minor trauma chirurgico possibile.

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