Prima visita ed esame clinico
La prima visita è il primo incontro con il paziente: un momento di ascolto e valutazione nel quale si ricostruisce la storia clinica e si raccolgono le informazioni necessarie per comprendere il problema della parete addominale.
L’esame clinico
Il difetto viene valutato obiettivamente, senza limitare l’osservazione alla sola area riferita dal paziente: l’esame riguarda l’intera parete addominale.

Ecografia della parete addominale
Completa la valutazione iniziale e permette di osservare con precisione:
- dimensioni del difetto
- posizione del difetto
- presenza di diastasi associata
- presenza di altre ernie della linea mediana
Approfondimenti diagnostici di secondo livello
Per difetti di grandi dimensioni, recidivi, multipli o complessi può essere necessario eseguire una TC o una RM senza mezzo di contrasto in ponzamento, ovvero durante una manovra di Valsalva, per studiare anche i difetti più piccoli.
Difetti grandi, recidivi, multipli o complessi.
Nelle donne con sintomatologia pelvica associata può essere necessario completare lo studio con una defeco-RM.
L'intervento è solo una parte del percorso
Nella chirurgia della parete addominale non è sufficiente scegliere correttamente la tecnica operatoria.
Il risultato dipende anche dalle condizioni nelle quali il paziente arriva all'intervento, dal controllo dei fattori di rischio, dalla gestione anestesiologica, dal recupero postoperatorio e dalla capacità della parete ricostruita di tornare a lavorare correttamente.
Per questo il percorso viene costruito prima dell'intervento e continua dopo la dimissione, in base alla patologia, al tipo di ricostruzione, alle condizioni generali e agli obiettivi del paziente.
L'obiettivo non è soltanto riparare un'ernia o correggere una diastasi, ma ottenere una ricostruzione stabile e accompagnare il paziente nel recupero della funzione.
Prima dell'intervento: arrivare alla chirurgia nelle migliori condizioni possibili
La preparazione preoperatoria permette di identificare e, quando possibile, correggere i fattori che possono aumentare il rischio di complicanze, problemi della ferita o insuccesso della ricostruzione. Il percorso può quindi iniziare anche settimane o mesi prima dell'intervento.

Fumo
Fumo
Il fumo interferisce con la microcircolazione e con i processi di guarigione dei tessuti. La sospensione prima dell'intervento rappresenta quindi una parte importante della preparazione chirurgica.

Diabete
Diabete
Un controllo non adeguato della glicemia può aumentare il rischio di complicanze infettive e alterazioni della guarigione. Nei pazienti diabetici il percorso chirurgico viene quindi integrato con l'ottimizzazione del controllo metabolico prima dell'intervento.

Ipertensione arteriosa
Ipertensione arteriosa
La pressione arteriosa deve essere adeguatamente controllata prima della chirurgia. Rappresenta un elemento importante della sicurezza anestesiologica e perioperatoria, e viene quindi inserita nella preparazione globale del paziente.

Sovrappeso e obesità
Sovrappeso e obesità
Il peso corporeo è particolarmente rilevante nella chirurgia della parete. Il sovrappeso può aumentare le sollecitazioni sulla ricostruzione e associarsi a maggiore complessità chirurgica e maggiore rischio di complicanze della ferita.
Quando è indicato un calo ponderale, il paziente viene indirizzato a un'équipe dedicata di nutrizionisti ed endocrinologi, che costruiscono un programma personalizzato per perdere il peso necessario per l'intervento e mantenerlo nel postoperatorio. Il percorso nutrizionale non termina necessariamente con la chirurgia: il mantenimento del peso e del controllo metabolico contribuisce anche alla protezione del risultato nel tempo.
Prima dell'intervento
Valutazione anestesiologica preoperatoria ed eventuali infiltrazioni di tossina botulinica
Prima dell'intervento viene programmata la valutazione anestesiologica. L'anestesista analizza:
La gestione anestesiologica viene quindi personalizzata in base al tipo di intervento, alla tecnica chirurgica e alle condizioni del paziente.
Infiltrazioni di tossina botulinica
Quando necessario, si eseguono nei muscoli laterali dell'addome. Questo consente un rilassamento transitorio dei muscoli che permetterà di chiudere il difetto erniario senza tensione e proteggere la sutura nel postoperatorio.
Prima dell'intervento
Valutazione con il chirurgo plastico
La correzione funzionale della parete e il miglioramento estetico dell'addome sono due aspetti differenti, ma possono essere pianificati nello stesso percorso.


Quando il paziente desidera intervenire anche su cute in eccesso, pannicolo adiposo, profilo addominale, mammelle o cicatrici, può essere programmata una valutazione con il chirurgo plastico prima dell'intervento.
Funzione ed estetica possono essere affrontate nello stesso percorso, ma devono essere pianificate insieme prima dell'intervento.
Intervento chirurgico e dimissione
Una volta completata la preparazione viene definita la strategia chirurgica. La scelta dipende da:
Il trattamento può essere open, laparoscopico o robotico, con scelta del piano anatomico e della tecnica più adatti al singolo caso.
L'obiettivo chirurgico non è soltanto la chiusura del difetto, ma la ricostruzione anatomica e funzionale della parete con trattamento delle ernie associate e posizionamento della protesi nel piano più appropriato.
Qualora sia stato pianificato anche un intervento di chirurgia plastica, questo viene eseguito
nella stessa seduta operatoria, subito dopo l'intervento ricostruttivo.
Ripresa immediata e dimissione
Il paziente potrà alimentarsi e mobilizzarsi.
Verrà dimesso a domicilio con tutte le indicazioni necessarie.
Le indicazioni della dimissione riguardano
- controllo del dolore
- medicazioni
- lavoro
- attività fisica
- percorso riabilitativo
- controlli chirurgici
Dopo l'intervento
Riabilitazione addomino-pelvica postoperatoria

La chirurgia ricostruisce l'anatomia. La riabilitazione deve aiutare il paziente a utilizzare correttamente la parete ricostruita.
Dopo mesi o anni di ernia, laparocele o diastasi, la muscolatura può aver sviluppato compensi, schemi respiratori alterati e una gestione non corretta delle pressioni addominali. Per questo la sola correzione anatomica non conclude necessariamente il percorso funzionale.
La sinergia addomino-pelvica nella donna
Parete addominale, diaframma e pavimento pelvico partecipano insieme alla gestione della pressione intra-addominale. Nella donna, soprattutto dopo gravidanza, diastasi, ernie o patologie del pavimento pelvico, può essere necessario recuperare questa sinergia addomino-pelvica.
Quando inizia la fisioterapia
Nella maggior parte delle ricostruzioni della linea mediana il percorso strutturato viene generalmente avviato intorno al 50° giorno postoperatorio, adattando comunque tempi ed esercizi alla procedura eseguita e alla guarigione individuale.
Non esiste un unico protocollo uguale per tutti.
Un programma costruito sulla persona
Il programma viene modulato in funzione di:
Recuperare progressivamente forza, coordinazione e corretta gestione dello sforzo, evitando sovraccarichi precoci sulla ricostruzione.
Follow-up: controllare il risultato nel tempo
Nella chirurgia della parete addominale è importante valutare anche il comportamento della ricostruzione nel medio e lungo periodo, con eventuali controlli aggiuntivi in base alle necessità del paziente.
Il follow-up a lungo termine permette di valutare non soltanto la presenza o assenza di recidiva, ma anche il recupero funzionale.
Un percorso multidisciplinare
La chirurgia della parete può quindi coinvolgere più figure professionali nello stesso percorso.
Non tutti i pazienti hanno bisogno di tutte queste figure. L'obiettivo è coinvolgere solo gli specialisti realmente utili per quello specifico paziente, costruendo un percorso proporzionato alla patologia e alle esigenze individuali.
Domande frequenti
Perché è importante prepararsi prima di un intervento di ernia o diastasi?
Perché condizioni come fumo, diabete non controllato, eccesso ponderale e altre comorbidità possono aumentare il rischio perioperatorio e compromettere la guarigione. Quando possibile vengono quindi corrette prima dell’intervento.
È necessario perdere peso prima dell’intervento?
Non sempre. Dipende dal BMI, dalla distribuzione del tessuto adiposo, dal tipo di difetto e dall’intervento previsto. Quando è indicato, il paziente può essere seguito da nutrizionisti ed endocrinologi prima della chirurgia.
È possibile associare chirurgia plastica alla correzione di ernia o diastasi?
Sì, in pazienti selezionati. Addominoplastica, miniaddominoplastica, liposuzione o altre procedure possono essere associate quando la combinazione è clinicamente appropriata e viene pianificata preventivamente con il chirurgo plastico.
Quando inizia la riabilitazione dopo l’intervento?
Dopo molte ricostruzioni della parete il programma strutturato può iniziare intorno al 50° giorno, ma il timing viene personalizzato in funzione dell’intervento e della guarigione.
Perché è importante la riabilitazione addomino-pelvica?
Perché l’intervento corregge l’anatomia, mentre la riabilitazione aiuta la parete a recuperare coordinazione, respirazione, controllo delle pressioni e sinergia con il pavimento pelvico.
Quanto dura il follow-up?
Per le ricostruzioni della parete è utile mantenere controlli anche a distanza. Nel percorso proposto vengono programmati controlli a 6 mesi, 1, 2, 3 e 5 anni.
Tutti i pazienti seguono lo stesso percorso?
No. Preparazione, tecnica chirurgica, eventuale supporto nutrizionale o plastico, riabilitazione e tempi dei controlli vengono adattati al singolo caso.